Anima rotta.

Dalle mie parti viene usata l’espressione: “Mi hai rotto l’anima” per descrivere uno stato di esasperazione generato da un’insistenza mirata riguardo ad una richiesta. E riflettendoci – per puro caso – l’anima può dirsi rotta letteralmente. Basti pensare ad una prova che la vita ti pone davanti e che non sei pronto a fronteggiare, o ad una delusione professionale, emotiva o morale che scatena un senso di perdizione o di abbandono che ti spezza. Dentro di te sai che riuscirai a ricomporla, a curarla, a ridurre la visibilità delle cicatrici, col tempo e pazienza, attraverso la riflessione, la volontà, l’impegno, l’affetto ma senti, anche, che non tornerà la stessa: resterà malfunzionante per la vita che le resta.

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Se per la tua vita desideri rapporti autentici ricordarti di mettere da parte il grado di parentela che può avere con te o con una persona a te cara tanto quanto il grado di affetto che può avere con quest’ultima: se una persona non ti piace non sei costretto a frequentarla.